“Faccio parte di molte linee genealogiche: mi muovo dal lavoro che è stato fatto da donne nere, persone non binarie, trans e queer.”
Jasmine Hearn
Chi è Jasmine Hearn?
Natə a Houston, in Texas, nel 1898, della vita di Jasmine Hearn si sa pochissimo. Molto riservatə sulla sua vita personale, della sua formazione sappiamo solo che si è laureatə alla Point Park University in Pennsylvania e che, durante la sua vita, ha fatto parte di diverse compagnie di grande spessore, come Urban Bush Women, composta da giovani afroamerican3 che trasformano la danza in attivismo, o la newyorkese David Dorfman Dance.

La multidisciplinaeirtà di Jasmine Hearn
I lavori Jasmine Hearn, che si definisce non-binary, sono specchio della forte interdisciplinarità e spiritualità che caratterizzano la sua figura. Lei stessa, sul suo sito, si definisce come “artista interdisciplinare, coreografa, performer, organizzatrice, educatrice” nonché “doula”, cioè quella figura che accompagna la donna in stato di maternità.


Insomma, una figura estremamente peculiare, che nelle sue opere è spesso capace di unire la danza con suoni da lei compiti, design (soprattutto design tessile) e cucina.
La cucina, soprattutto, crediamo sia la chiave per comprendere il suo lavoro. Come ha affermato in un suo statement, Jasmine crea come cucina. In altre parole, quando deve realizzare una sua coreografia, lə ballerinə statunitense usa tutto quello che ha a disposizione.


“Utilizzo materiali disponibili per infondere, condire e cucinare testo, suono, coreografia e improvvisazione in un indumento, una canzone e una danza: schemi che contemporaneamente ricordano e immaginano.”
La metafora del cucinare, però, con Jasmine Hearn va a conta più a fondo. Infatti, se ci pensiamo, molte delle ricette che amiamo fare sono quello che facevamo con i nostri nonni o con la mamma e il papà: quel piatto, insomma, non è altro che un modo per riconnetterci col passato. Ebbene, per Jasmine Hearn, l’arte è anche e soprattutto questo: riconnettersi con quello che lei chiama lo Spirito. I suoi lavori sono stati definiti “spazi dinamici dove memoria, spiritualità e coscienza sociale convergono”. Riconnettersi con le donne nere e le persone queer, con la storia di quella che sente essere la Sua gente, è una necessità urgente di Jasmine Hearn.

Le opere e i riconoscimenti
Nel corso della loro carriera, Hearn ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due New York Dance and Performance “Bessie” Awards come Miglior Performer, un Creative Capital Award e il Cynthia Hazen Polsky and Leon Polsky Rome Prize in Design.


Tra le sue opere più famose sicuramente ricordiamo “FLOW” (2015), duetto in collaborazione con il Museo di Arti Contemporanee di Chicago, il recente “Trinity: lost in the water” (2022), nato da un viaggio fatto dall’autrice in tutti gli States e in cui raccoglie tutte le storie e le esperienze delle donne e delle persone queer incontrate. Molto particolare anche “NILE” (2021), una performance eseguita ogni volta in maniera diversa a seconda delle connessioni percepite dall’autrice stessa.
Ricordiamo poi le collaborazioni con tantissimi brand di successo, prima fra tutte quella con Moncler del 2022.
Insomma, un’artista dalla grandissima spiritualità che vi invitiamo a scoprire.
Fonti
- https://www.jasminehearn.com
- https://www.aarome.org/it/open-studios/jasmine-hearn
- https://www.foundationforcontemporaryarts.org/recipients/jasmine-hearn
- https://www.urbanbushwomen.org/the-company
- https://creative-capital.org/artists/jasmine-hearn/
Fonti immagini
